sabato 19 aprile 2014

Malattia da Virus Ebola, Africa Occidentale, situazione al 19 aprile 2014 (OMS, adattato)

[Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, Ufficio Regionale per l’Africa, pagina completa in Inglese: (LINK). Porzione di testo tradotto e adattato.]

Malattia da Virus Ebola, Africa Occidentale, situazione al 19 aprile 2014

 

Guinea

Al 17 aprile, ore 18:00, il Ministero della Sanità (MOH) della Guinea ha riportato complessivamente 203 casi clinicamente compatibili di Malattia da Ebola Virus (EVD), inclusi 129 decessi.

Fino alla data attuale, 158 pazienti sono stati sottoposti a test per l’ebolavirus e 109 sono stati confermati, inclusi 61 decessi.

Inoltre, 41 casi (34 decessi) corrispondono alla definizione di caso probabile di EVD mentre 53 casi (34 decessi) sono classificati come casi sospetti.

Ventiquattro sanitari (24) sono stati colpiti dalla malattia (di cui 18 confermati), con 15 decessi (11 confermati).

Casi clinici di EVD sono stati riportati nelle seguenti località:

  1. Conakry (50 casi, inclusi 20 decessi),
  2. Guekedou (120/83),
  3. Macenta (22/16),
  4. Kissidougou (6/5),
  5. Dabola (4/4)
  6. Djingaraye (1/1).

Casi e decessi con diagnosi di laboratorio positiva per ebolavirus sono stati identificati a Conakry (36 casi, inclusi 15 decessi), Guekedou (58/34), Macenta (13/10), Kissidougou (1/1) e Dabola (1/1).

Queste cifre includono quattro nuovi casi identificati il 17 aprile, incluso uno che ha ricevuto la conferma di laboratorio, e quattro decessi in soggetti già ricoverati; di questi, 3 avevano ricevuto la diagnosi di laboratorio di EVD.

Ventinove (29) pazienti sono attualmente ricoverati a Conakry (17), Guekedou (11) e Macenta (1), mentre 15, guariti dalla malattia, sono stati dimessi dall’ospedale.

Il rapporto fra femmine e maschi fra I casi confermati è pari a 1.2 : 1. L’età mediana fra I 198 I casi clinici noti è pari a 35 anni, mentre la distribuzione dei casi per classi di età è la seguente: 0-19 anni (11% dei casi), 20-59 anni (72%) e con età uguale o superiore ai 60 (11%).

Le attività di rintracciamento dei soggetti entrati in contatto con I casi continuano in tutte le aree affette.

Complessivamente 230 soggetti sono attualmente sottoposti a sorveglianza medica, mentre 53 hanno completato il periodo di osservazione di 21 giorni.

Sette soggetti sotto osservazione hanno sviluppato sintomatologia e sono tenuti a scopo precauzionale in isolamento.

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Liberia

In Liberia, la situazione epidemiologica rimane immutata.

Attività intensive di sorveglianza e altre attività di prevenzione continuano.

Nessun nuovo caso confermato di EVD è stato riportato dalla Liberia nel corso della giornata di oggi.

L’OMS non raccomanda che alcuna misura restrittiva ai viaggi o ai commerci sia applicata nei confronti della Guinea o della Liberia sulla base delle informazioni al momento disponibili su questo evento.

Ulteriori informazioni sono disponibili all’interno dell’aggiornamento rilasciato il 17 aprile 2014.

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venerdì 18 aprile 2014

Cina, due nuovi casi umani di influenza aviaria H7N9 (HK CHP, 19 aprile 2014, estratto)

[Fonte: Centro per la Protezione della Salute, Regione Amministrativa Speciale Cinese di Hong Kong, pagina completa in Inglese: (LINK). Porzione di testo tradotto e adattato.]

Cina, due nuovi casi umani di influenza aviaria H7N9

Il Centro per la Protezione della Salute (CHP) del Dipartimento di Sanità (DH) sta seguendo da vicino gli sviluppi relativi all’identificazione di due casi umani addizionali di infezione da virus dell’influenza aviaria A(H7N9), riportati nel corso della giornata di ieri (18 aprile) nelle province del Jiangsu e dell’Anhui, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie nazionali.

Il caso nel Jiangsu riguarda un uomo di 34 anni, ora ricoverato in ospedale. Il caso nell’Anhui riguarda invece un uomo di 70 anni, deceduto il 14 aprile scorso.

Complessivamente la Cina continentale ha riportato 411 casi umani di infezione da virus dell’influenza aviaria A(H7N9), come di seguito distribuiti:

  1. Zhejiang (138 casi),
  2. Guangdong (102),
  3. Jiangsu (51),
  4. Shanghai (41),
  5. Fujian (22),
  6. Hunan (21),
  7. Anhui (13),
  8. Jiangxi (6),
  9. Beijing (4),
  10. Henan (4),
  11. Guangxi (3),
  12. Shandong (3),
  13. Guizhou (1, importato dallo Zhejiang),
  14. Hebei (1)
  15. Jilin (1).

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12 Nuovi Casi di MERS-CoV in Arabia Saudita, Primo caso importato in Grecia (CIDRAP, 19 aprile 2014, estratto)

[Fonte: CIDRAP, pagina completa in Inglese: (LINK). Porzione di testo tradotto e adattato.]

12 Nuovi Casi di MERS-CoV in Arabia Saudita, Primo caso importato in Grecia

18 aprile 2014

La Grecia ha riportato il primo caso di MERS-CoV nel corso della giornata di ieri (18 aprile): un uomo di 69 anni appena tornato dall’Arabia Saudita.

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Il caso in Grecia riguarda un uomo di 69 anni, cittadino greco che risiede in Arabia Saudita, giunto nel Paese di origine l’altro ieri già febbricitante, secondo quanto si può leggere in una versione tradotto automaticamente di un rapporto pubblicato dal forum FluTrackers.com, che sito si occupa di malattie infettive. L’uomo avrebbe compiuto un viaggio a Jeddah ma non è chiaro se vi abbia soggiornato.

Il rapporto dice anche che l’uomo è stato ricoverato in ospedale e si trova in condizioni stabili; l’Istituto Pasteur di Grecia ha confermato l’infezione da MERS-CoV tramite due set di test molecolari.

L’agenzia nazionale per il controllo delle malattie, continua il resoconto, sta rintracciando le persone entrate in contatto con il caso, compresi I compagni di viaggio presenti sul volo dall’Arabia Saudita.

La Grecia si unisce quindi al gruppo di altri Paesi Europei che hanno riportato casi di MERS-CoV: Regno Unito, Germania, Francia, Italia. Tutti I casi hanno coinvolto persone con legami diretti o indiretti con il Medio Oriente. La Tunisia ha identificato altresì un caso con lo stesso tipo di relazione.

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giovedì 17 aprile 2014

Cina, nuovo caso umano di influenza aviaria H7N9 nel Jiangsu (HK CHP, 18 aprile 2014, estratto)

[Fonte: Centro per la Protezione della Salute, Regione Amministrativa Speciale Cinese di Hong Kong, pagina completa in Inglese: (LINK). Porzione di testo tradotto e adattato.]

Cina, nuovo caso umano di influenza aviaria H7N9 nel Jiangsu

Il Centro per la Protezione della Salute (CHP) del Dipartimento di Sanità (DH) segue da vicino la situazione relativa al nuovo caso umano di influenza aviaria A(H7N9) riportato nel corso della giornata di ieri (17 aprile) nella provincia del Jiangsu, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie nazionali.

Il caso riguarda un uomo di 60 anni attualmente ricoverato in ospedale.

Complessivamente la Cina continentale ha registrato 409 casi umani di infezione da virus dell’influenza aviaria A(H7N9), come di seguito distribuiti:

  1. Zhejiang (138 casi),
  2. Guangdong (102),
  3. Jiangsu (50),
  4. Shanghai (41),
  5. Fujian (22),
  6. Hunan (21),
  7. Anhui (12),
  8. Jiangxi (6),
  9. Beijing (4),
  10. Henan (4),
  11. Guangxi (3),
  12. Shandong (3),
  13. Guizhou (1, importato dallo Zhejiang),
  14. Hebei (1)
  15. Jilin (1).

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Influnet: un primo bilancio della stagione 2013-2014 (EpiCentro, 17 aprile 2014)

[Fonte: EpiCentro, pagina completa: (LINK).]

Influnet: un primo bilancio della stagione 2013-2014

Antonino Bella – reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss

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17 aprile 2013

Terminata la circolazione dei virus influenzali è il momento di fare un primo bilancio della stagione 2013-2014, nonostante la Sorveglianza delle sindromi influenzali Influnet, non sia ancora conclusa.

La stagione influenzale è stata caratterizzata da un basso livello di incidenza, a cui ha contribuito maggiormente soprattutto la bassa circolazione virale nei bambini.

Come ogni anno, anche nella stagione influenzale 2013-2014, la curva epidemica ha raggiunto il picco all’inizio del mese di febbraio con un valore di incidenza pari a 6,6 casi per mille assistiti.

In questa stagione l’influenza ha colpito circa l’8% degli italiani, per un totale di circa 4.500.000 casi dall’inizio della stagione.

Questo valore si colloca a un livello intermedio rispetto a quello osservato nella stagione 2005-2006, in cui è stato registrato il minimo storico di attività influenzale (4%) e quello osservato nella stagione 2004-2005 in cui l’incidenza ha raggiunto il massimo livello dall’avvio della sorveglianza (12%).

Come di consueto l’influenza ha colpito maggiormente la popolazione suscettibile appartenente soprattutto alle classi di età pediatriche.

L’incidenza cumulativa decresce all’aumentare dell’età ed è pari a 23% nella classe 0-4 anni, a 13% nella classe 5-14 anni, a 7% nei giovani adulti della classe 15-64 anni e raggiunge il valore minimo negli ultrasessantaquattrenni con un’incidenza pari al 3%.

Dal punto di vista virologico la stagione è stata caratterizzata dalla predominante circolazione del virus influenzale di tipo A (nel 97% dei campioni risultati positivi). La maggioranza dei casi (59%) è risultato del sottotipo H3N2, mentre il 34% del sottotipo H1N1pdm2009.

È quanto emerge dai risultati della sorveglianza delle sindromi influenzali Influnet, coordinata dall'Iss in collaborazione con il Centro Interuniversitario Ciri, il sostegno del ministero della Salute e con il contributo diretto di Mmg e pediatri di libera scelta e dei referenti della sorveglianza nelle Asl e nelle Regioni.

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Epidemia in Africa occidentale da virus Ebola (EpiCentro, 17 aprile 2014)

[Fonte: EpiCentro, pagina completa: (LINK).]

Epidemia in Africa occidentale da virus Ebola

Flavia Riccardo – reparto Malattie infettive, Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps, Iss)

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17 aprile 2014

Da febbraio 2014 è in corso la prima epidemia documentata di malattia da virus Ebola (Evd) in Africa occidentale.

I primi casi segnalati di Evd si sono verificati nella regione boschiva della Guinea sud-orientale vicino al confine con la Liberia e la Sierra Leone.

L’eziologia è stata confermata il 22 marzo e il ceppo virale identificato ha mostrato, ad un sequenziamento parziale, un’omologia del 98% con un ceppo di virus Ebola, specie Zaїre, identificato nel 2009 nella Repubblica Democratica del Congo.

In seguito, l’epidemia si è estesa e - al 16 aprile 2014 - sono stati segnalati casi sospetti e/o confermati di Evd in sei distretti della Guinea (anche nella capitale Conakry) e in cinque contee della Liberia.

La distribuzione dei casi al 10 aprile 2014 è illustrata nella mappa prodotta dall’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Sebbene non siano state finora documentate epidemie da virus Ebola in Africa occidentale, come riportato nel Rapid Risk AssessmentOutbreak of Ebola virus disease in West Africa” (pdf 744 kb) Ecdc dell’8 aprile 2014, questo evento non è del tutto inatteso in quanto la Guinea condivide un ecosistema già associato con epidemie da Evd e infezioni umane da virus Ebola sono state sierologicamente documentate in questo Paese.

La letalità osservata è compatibile con quella di precedenti epidemie da virus Ebola specie Zaїre tuttavia, poiché la conferma dei casi è in corso, tale dato va ancora considerato con cautela.

L’origine dell’epidemia non è nota, tuttavia si sospetta che i casi primari possano essere stati esposti a cacciagione locale infetta (bush meat).

La maggior parte dei casi secondari ha partecipato a cerimonie funebri, entrando in contatto con pazienti deceduti e/o persone infette. Per questo si ritiene che la trasmissione interumana diretta costituisca la principale via di trasmissione.

Tenendo conto che Evd può avere una incubazione massima di 21 giorni, l’identificazione di nuovi casi nelle prossime settimane è plausibile, in particolare tra gruppi di popolazione altamente esposti in Guinea e Liberia.

Per informazioni sulla malattia da virus Ebola consulta la pagina dedicata su Epicentro e le Faq pubblicate sul sito Oms.

 

Aggiornamento epidemiologico

Al 16 aprile 2014, il ministero della Salute della Guinea ha segnalato all’Oms 197 casi clinici di Evd, di cui 122 deceduti. Centouno casi, di cui 56 deceduti, sono stati confermati in laboratorio. Ventiquattro casi, di cui 13 deceduti, sono stati registrati tra operatori sanitari.

Al 16 aprile 2014, il ministero della Salute della Liberia ha segnalato all’Oms 27 casi clinici di Evd, di cui 13 deceduti.

Il Ministero della Salute del Mali ha comunicato all’Oms il 16 aprile 2014 che campioni clinici prelevati da sei casi sospetti per Evd, precedentemente segnalati, sono risultati negativi ai test di laboratorio per virus Ebola. Non sono stati segnalati in tale data ulteriori casi sospetti.

Al 15 aprile 2014, non sono stati riportati all’Oms casi confermati di Evd dal ministero della salute della Sierra Leone. Test di laboratorio condotti su campioni di 11 casi sospetti sono risultati negativi per virus Ebola. Due casi sospetti, deceduti in Guinea ed in seguito rimpatriati in Sierra Leone, erano stati inizialmente notificati all’Oms. Come riportato da Ecdc, le indagini di laboratorio hanno in seguito confermato che entrambi erano affetti da Febbre di Lassa, una febbre emorragica endemica causata da un virus diverso.

Tutti i Paesi colpiti dall’epidemia hanno intensificato le attività di sorveglianza e identificazione attiva dei casi, il controllo delle infezioni nosocomiali e le misure di prevenzione individuali e di salute pubblica con il supporto di organizzazioni internazionali, di organizzazioni governative nazionali e di Ong.

In base alle informazioni attualmente disponibili, l’Oms non raccomanda restrizioni a viaggi o a rotte commerciali da applicare alla Guinea, Liberia, Mali o Sierra Leone.

Per maggiori informazioni leggi gli aggiornamenti, il comunicato stampa e le note del 4 aprile 2014 e dell’ 8 aprile 2014 a cura del ministero della Salute italiano e le pagine dedicate al virus Ebola sui siti dell’Oms e dell’Ecdc.

 

Rischio in Europa, l’analisi dell’Ecdc

Il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha rilasciato l’8 aprile un Rapid Risk AssessmentOutbreak of Ebola virus disease in West Africa” (pdf 744 kb) per valutare se questo evento possa costituire un rischio di introduzione e trasmissione di virus Ebola nell’Unione europea (Eu).

Il rischio di infezione per turisti, visitatori o residenti nelle aree affette è considerato molto basso se viene evitato il contatto diretto con organi e secrezioni biologiche di persone infette (vive o decedute). In aggiunta si raccomandano precauzioni generali come evitare il contatto con animali selvatici vivi e/o morti e il consumo di cacciagione locale. Si raccomanda inoltre il regolare lavaggio delle mani, di consumare frutta e verdura solo se precedentemente lavata e sbucciata e di evitare rapporti sessuali a rischio.

La tabella riportata di seguito, elaborata sulla base del Rapid Risk Assessment dell’Ecdc, fornisce ulteriori dettagli sull’analisi del rischio.

 

Tabella 1 - Sintesi schematica dell’analisi del rischio di introduzione e trasmissione di ebolavirus nell’Unione Europea (Eu) condotta da Ecdc, aprile 2014. Tratto da: Rapid Risk AssessmentOutbreak of Ebola virus disease in West Africa” (pdf 744 kb)

[Situazione analizzata - Analisi del rischio]

  • Rischio che un turista si infetti durante un viaggio in un Paese affetto e sviluppi la patologia una volta rientrato in Eu.
    • Il rischio è considerato estremamente basso, anche nel caso in cui il viaggio avvenga in località in cui si sono verificati i casi primari. Il contatto diretto con organi e secrezioni biologiche di soggetti/ animali infetti (vivi o morti) è considerato improbabile per un turista medio.
  • Rischio che un viaggiatore si infetti durante una visita ad amici e familiari nei Paesi affetti.
    • Il rischio è considerato basso a meno che non vi sia un contatto diretto con organi e secrezioni biologiche di soggetti/ animali infetti (vivi o morti). In questo caso, la ricerca attiva dei contatti dovrebbe consentire l’identificazione dell’esposizione e prevenire l’ulteriore diffusione dell’infezione.
  • Rischi per cittadini europei residenti in Paesi affetti
    • Il rischio è considerato molto basso, tranne nel caso di un contatto diretto con organi e secrezioni biologiche di soggetti/ animali infetti (vivi o morti). Esiste un rischio di trasmissione in caso di rapporti sessuali non protetti con un paziente Evd in fase di convalescenza.
  • Rischio per gli operatori sanitari in Paesi affetti
    • Esiste un rischio specifico per gli operatori sanitari e volontari che operino presso servizi sanitari nei paesi affetti, in particolare se coinvolti nell’assistenza a pazienti affetti da Evd. L’applicazione delle precauzioni raccomandate dovrebbe efficacemente prevenire la trasmissione.
  • Campioni inviati a laboratori Ue
    • Esiste un rischio teorico in caso di mancata applicazione dei regolamenti e delle precauzioni perviste per il trasporto di campioni possibilmente infetti.

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Per maggiori informazioni consulta il Rapid Risk Assessment Ecdc “Outbreak of Ebola virus disease in West Africa” (pdf 744 kb) dell’8 aprile 2014.

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Coronavirus della Sindrome Respiratoria Mediorientale (MERS-CoV), aggiornamento (OMS, 17 aprile 2014, estratto)

[Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, pagina completa in Inglese: (LINK). Porzione di testo tradotto e adattato.]

Coronavirus della Sindrome Respiratoria Mediorientale (MERS-CoV), aggiornamento

Notiziario Malattie Epidemiche / 17 aprile 2014

Il 17 aprile 2014 I Ministeri della Sanità della Malaysia e degli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno riportato cinque casi addizionali, confermati tramite analisi di laboratorio, di infezione da coronavirus della Sindrome Respiratoria Mediorientale (MERS-CoV).

I dettagli elencati di seguito sono stati forniti all’OMS dal Ministero della Sanità della Malaysia il 17 aprile 2014:

  • Il caso riguarda un uomo di 54 anni, sofferente di patologie pregresse, che ha compiuto un viaggio a Jeddah, in Arabia Saudita assieme a un gruppo di pellegrini dal 15 al 28 marzo scorsi, e ha sviluppato la malattia il 4 aprile.
    • Si è recato per assistenza presso una clinica privata a Johor, Malaysia il 7 aprile e poi in un ospedale il 9.
    • Il paziente è deceduto il 13.
    • L’uomo aveva visitato un allevamento di cammelli il 26 marzo, dove aveva consumato del latte di cammello.
  • Si tratta del primo caso di MERS-CoV del Paese.
  • Il Ministero della Sanità ha riferito che fra I soggetti entrati in contatto con il paziente non è stata osservata – al momento – trasmissione interumana del virus, anche nelle strutture sanitarie visitate dall’uomo.

I dettagli che seguono sono stati forniti all’OMS dal Ministero della Sanità degli UAE il 17 aprile:

  • E’ stato identificato un cluster di quattro sanitari, localizzati nel corso dello screening dei soggetti entrati in contatto con un caso confermato in precedenza ad Abu Dhabi, deceduto il 10 aprile scorso.
  • Fra questi:
    • un uomo di 44 anni residente a Abu Dhabi, sottoposto a screening il 13 aprile; non ha mostrato segni di malattia e non ha storia nota di malattie pregresse.
    • un uomo di  30 anni residente a Abu Dhabi, sottoposto a screening il 13 aprile. Senza segni di malattia, non ha storia di malattie pregresse note.
    • un uomo di 34 anni, originario delle Filippine, ma che risiede ad Abu Dhabi. Sottoposto a screening il 13 aprile, non ha mostrato segni di malattia; non ha storia di malattie pregresse note.
    • un uomo di 28 anni residente a Abu Dhabi che ha sviluppato malattia il 14 aprile; non ha storia di malattie pregresse note.
  • I casi sopra citati sono entrati in contatto con un caso confermato in precedenza.
  • Non hanno storia di viaggi recenti all’estero o contatti con animali.
  • Tre casi sono ricoverati in isolamento e sono in condizioni stabili.
  • Un caso è invece tornato nel suo Paese di origine sebbene fosse stato invitato a non farlo prima che il risultato delle analisi fosse noto; le analisi sugli altri soggetti entrati in contatto con I casi e I famigliari sono in corso.

Globalmente, da settembre 2012 e fino alla data attuale, l’OMS è stata informata su 243 casi confermati di infezione da MERS-CoV, di cui 93 fatali.

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L’OMS non consiglia screening speciali ai punti di ingresso frontalieri nè raccomanda l’adozione di restrizioni ai viaggi o ai commerci in relazione a questo evento.

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